Il giorno di San Valentino

Non era tanto lontano il tempo in qui passavo per le strade di Valona cosi rumorose e profumate. Nella nazione dove San Valentino era più festeggiato del Natale per il semplice fatto che quel paese, era il paese del mondo dove fede ed amore si incrociavano bene. Ma San Valentino era una fede, una fede verso l’amore.. quell’ amore puro che sembrava avesse preso le scale dal paradiso per scendere per terra. La citta era povera, ma quel giorno profumava di mimose più gialle del sole, più profumate dell’amore e a volte di rose rosse, più rosse del sangue che scorre in un cuore innamorato.
Io mi guardavo attorno con la promessa che quella fanciulla non si sarebbe mai accontentata di un piccolo gesto d’amore. Né di un fiume di rose, ma voleva l’amore, assaggiarlo e viverlo in tutte le sue dimensioni.

Crescendo ha capito che l’amore è un miracolo, un miracolo che prende ogni cellula del tuo corpo, ti assorbe, ti entra nel sangue e porta il tuo cuore a non respirare, tu diventi cieca e morbida e sensuale e libera. Libera di lasciare il tuo corpo unirsi nelle ali più grandi delle tue, e ti arrendi all’evidenza di un fatto che né la scienza né la fede possono spiegare.

L’amore è una riunione di due anime nelle camere nascoste senza appuntamento ne coscienza, ti perdi nel miracolo del piacere. Senza saperlo perdi la ragione e diventi euforico come un gabbiano appena uscito dalla prigione della solitudine.
Cosi, con le onde dell’amore ho sentito la radio più bella della mia vita, dove la musica ballava sulla mia pelle ed io suonavo senza suono e voce ma col respiro.

Ho dovuto crescere per passare le mie stagioni d’amore: amore in tempesta come un autunno che cade più veloce dei fiori, amore estivo dove tutto sembra bello ed abbronzato ma che il tempo sbiadisce e perde colore per poi con la prima pioggia perdere il sapore dell’estate. Amore primaverile che con tanta fretta ti sembra di essere al settimo cielo e anneghi nel tuo mondo soffocando quello che era per poi finire a cantare in silenzio: “che fretta c’era .. maledetta primavera”! Poi l’inverno, secondo me l’inverno non ti delude mai.. l’amore scende come la neve sulle montagne, copre le tue ferite mentre il sole viene cercando di leccare, scogliere ogni timore, fretta, passione sfrenata per poi rinascere di nuovo con l’aria fresca e con la lucidità e la purezza che solo l’inverno ti può regalare. Io amo l’inverno, il mio cuore guarisce, le mie ferite si coprono di bianco e liberta’, respiro e mi ricordo che sono fortunata ad avere tutto quell’ amore intorno a me.

Adesso a questa età di stagioni passate sono più matura per riconoscere che l’amore e’ un sentimento che va rispettato e riservato, non si da’ e non si prende senza guanti, non si promette e non si delude senza pianti, l’amore è un sacrificio che cresce con te, che cresce in te solo se lo permetti.

Tutti vogliamo l’amore ma l’amore è come una fede, non puoi promettere e non puoi giurare.. e non puoi peccare puoi solo amare! Che viva l’amore, l’amore divino con baci di rosa, con profumo di sincerità e con sapore di libertà. L’amore che nasce dal rispetto e si ubriaca nella passione, amore che sveglia gli addormentati e imbarazza i vecchi. L’amore che è nato sotto il segno del sole e non muore con l’ultima luna ma vive in eternità. L’amore che grazia e l’amore che rende e l’amore che fa arrabbiare a forza di intuire un sentimento perso. L’amore per la vita e l’amore per sempre.

Per finire, viva chi d’amore è nato e chi col bacio dell’amore viva per sempre in noi. Non serve un amore in eternità ma un eternità di amore! Il giorno di San Valentino invecchia più di me con i miei amori e ricordi e con la voglia di amare senza età e con un pensiero di piuma e lucidità. Con l’amore divino chiuso nei cassetti sono qui a darvi un sorriso e un pensiero: amatevi!

Per sempre…

 

Esmeralda

febbraio ’24

Written by : Esmeralda Bregaj

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